domenica 25 marzo 2012

Io cammino, lui... Volo.

Adoro leggere quello che scrive Fabio Volo.
Scusi Signor Volo, che mestiere fa? Sono un traduttore. Traduco quello che mezzo mondo pensa e l' altro mezzo stenta a formulare tra le idee, ma quando mi leggono dicono: "Ecco, non avrei saputo dirlo meglio."
L' invidia serpeggia nel mio petto. 
Io scarabocchio, lui scrive.
Io cammino, lui... Volo.


Annie
 
 

domenica 11 marzo 2012

CLOUDS

Siamo nuvole in viaggio. Al capriccio del vento il destino di unirci fino a nascondere il sole, o cavalcare gli zefiri in infinite forme, per svelare agli uomini la luce netta e l' immensità del cielo. 
Anna

venerdì 24 febbraio 2012

LA CASA DELLE TORTORE

LA CASA DELLE TORTORE

Hai spinto via il piatto della cena all' estremità opposta del tavolo e fatto spazio a un cursore che lampeggia sullo sfondo bianco del monitor, una piccola presenza pulsante che rincorre il ticchettio dell' orologio sulla parete.
Tutto quello che riesci a fare è misurare il vuoto, dentro e intorno a te e cibarti di domande senza risposta, che non ti saziano, che ti divorano.
Qualcuno direbbe che piuttosto di questo digiuno delle emozioni sarebbe valsa la pena smangiucchiare quel poco che la vita ti offriva.
Qualcuno, ma non tu.
Non è per te quel surrogato di gioia che scaturisce da un compromesso. Nè sono per te le equazioni del dare e ricevere che appendono l'immobilità di un sentimento a un attaccapanni insieme al cappotto, per dirti che, in qualche modo, sei a casa.
Come ti suona strana questa parola. Casa.
Dopo tanto girovagare della tua anima, sei ormai certo che la casa è dentro di noi e non in quelle pareti e mobili, costati sere di lavoro straordinario e qualche inevitabile affanno, il disappunto di qualcuno che ti voleva vicino, disponibile a giocare, a chiacchierare e vivere piccole cose.
Lo hai fatto per loro, per lei, per lui. Lo hai fatto perché te lo hanno insegnato. Lo hai fatto per te. Lo hai fatto perché si fa.
Sì, ma io, io, IO?  ti sei sentito chiedere per anni?
Io voglio questo. Almeno, lo volevo.
Poi non è più bastato. Ti sei ritrovato con le braccia spalancate e qualcosa mai sentito prima ci si è annidato. Hai allungato i palmi fino a spingere via le pareti della tua casa. La tua casa, ora, è quel calore. La tua casa è quello sguardo che ti entra dagli occhi e ti mangia un pezzetto d'anima, non per rubare, ma per dartene un pezzo della sua.
E poi... Non si vive di solo pane, figuriamoci delle briciole.
E' passato tanto tempo dal tempo del coraggio perduto. Quella casa disabitata ti sembra appartenuta ad altri. Questa è la tua casa.
Ma ancora spingi via il tuo piatto, misuri il vuoto tra la porta e la finestra e ti sovviene l' immagine di quelle due tortore che incontri ogni mattina, e ogni volta ti stupisci di quanto sembrino unite, distanti solo un breve volo e poi di nuovo accanto.
E ogni volta ti domandi dove sia il loro nido.
Nello stesso momento qualcun altro  scansa il piatto e si guarda intorno spaesato, quasi richiamato dai tuoi pensieri. E seppure anche lui -o lei- senta il fastidio di un vuoto in cui si è dovuto accasare, è certo, invece, che non si domanda mai dove sia il nido delle tortore, ché la risposta su dove stiano coloro che si appartengono, è una e una sola possibile: insieme.

Anna

martedì 14 febbraio 2012

L' AGGUATO

L’agguato

Se solo fossi tornato indietro
e sbarrato la sua strada
con la mano alzata,
sorridendo, scrutando,
in fondo al suo sguardo,
un sussulto di resa

Se solo avessi atteso
all'orizzonte del suo cammino,
offerto la tua figura
impertinente, timida,
le braccia tese, impaurite
da un freddo rifiuto

Se solo avessi sorvegliato,
al suo cancello di strada,
il rincasare notturno,
ticchettando, respirando,
le labbra pronte a muoversi
nella sua direzione

L'amore, allora, avrebbe riso
e tramutato quel luogo solitario
nel pomeriggio estivo
acceso del rosso di un campo
di papaveri

L'amore, allora, avrebbe risposto
e bagnate dalla pioggia
fatto spuntare carezze infinite
in ogni angolo di oggi
e di domani.

mercoledì 4 gennaio 2012

SOLELUNA

 
Puoi chiedere alla luna di aprire un varco di luce nel buio della notte. Quello che restava in ombra, incerto e muto, affiorerà al tuo sguardo e tornerà familiare. La strada che percorrevi si illuminerà davanti a te e i tuoi passi diverranno più sicuri e leggeri. 
Certo, puoi chiedere questo alla luna, ma non di riscaldare il tuo viso, le tue mani, né di portarti il canto degli usignoli.
Annie