domenica 23 dicembre 2012
Un tè a parigi
Un pomeriggio piovoso in una città affascinante ma poco conosciuta. Un ombrello rosso e un cappuccio sui capelli non bastano a togliere il freddo e l'inquietudine. Una sosta per una tazza di tè è quello che ci vuole. Per scaldarsi e meditare sugli incontri casuali che ci riserva la vita. Succede a pagina 101 di 'Uncomfortable, io sono l'altra, nel racconto "Liaisons dangereuses"
giovedì 11 ottobre 2012
SCOMODO IL TITOLO, scomodo l'amore: UNCOMFORTABLE, IO SONO L'ALTRA, ADESSO IN LIBRERIA
Ma dov'eri finita?
Ah, bene, qualcuno si è accorto che ero fuori dalla circolazione!!
Ero occupata. A terminare il primo libro.
E adesso che l'ho finito, non senza fatica, mi piacerebbe che lo leggeste.
MA di cosa parla? E cos'è questo titolo in lingua straniera, come si pronuncia, cosa vuol dire?
Sì, lo so, è complicato pronunciare "ʌnˈkʌmftəbl", che in inglese significa scomodo, a disagio. Mi sembra identifichi alla perfezione la scomodità del sostantivo italiano "amante", che invece scivola via lieve tra le labbra, con l'accento sulla seconda sillaba che fa chiudere un attimo le labbra e poi le schiude come per mandare un bacio.
No, non è comodo essere un amante. L'amante è l'altro, il nascosto, il non si dovrebbe. E' la vita segreta di un sentimento che porta piacere e gioia a chi non la trova tra le mura domestiche,ma porta con sé vincoli tanto pesanti da rendere amaro, molto spesso, il gusto dell'amore.
Gli amanti, le amanti, che poi sono la grande maggioranza del popolo degli "altri" (e anche per questo il sottotitolo del libro è "Io sono l'altra") non sono comodi per nessuno. Non ci sono favole che ne parlino, l' iconografia della rovinafamiglie è difficile da mutare.Sembra quasi che non sia loro concesso soffrire e che loro, solo loro, o almeno più degli altri, debbano fare i conti con la ragione. La ragione che, come tutti sappiamo, è quasi inconciliabile con i sentimenti.
Insomma, "Uncomfortable, io sono l'altra", ecco il titolo.
Dieci storie di amori ai margini. Dieci storie che hanno una fine che coincide spesso con l'inizio e lo sappiamo. E' nell'ordine delle cose.
Ma, per me, anche queste sono stra-ordinarie storie d'amore. Intense come fuochi d'artificio, sofferte come la conquista di una stella che, una volta tra le mani, rivelerà una natura diversa. Piene di calore, di impazienza, di inesplicabili perché, di domande senza risposte e di risposte senza un senso apparente.
Mirella, Claudia, Fabio, Valeria, Melania, e gli altri protagonisti di Uncomfortable, raccontano, ciascuno a suo modo, la capacità di dare all'amore tante vesti quante sono le persone che amano. Vesti di ogni forma e colore, qualche volta strette e scomode, appunto, di cui è tanto difficile liberarsi.
© Anna M.Crudo, 2012
domenica 15 aprile 2012
domenica 25 marzo 2012
Io cammino, lui... Volo.
Adoro leggere quello che scrive Fabio Volo.
Scusi Signor Volo, che mestiere fa? Sono un traduttore. Traduco quello che mezzo mondo pensa e l' altro mezzo stenta a formulare tra le idee, ma quando mi leggono dicono: "Ecco, non avrei saputo dirlo meglio."
L' invidia serpeggia nel mio petto.
Io scarabocchio, lui scrive.
Io cammino, lui... Volo.
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